Che nessuno si permetta di assegnare ai cacciatori il ruolo del Boia

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Carissimi amici cacciatori e non solo di Palombe/colombacci , ci troviamo di fronte a una decisione che calpesta il valore della vita e della natura, il Piano di controllo del colombaccio prevede l’abbattimento di ben 11.000 esemplari, senza comprendere altre migliaia di piccoli ancora nei nidi. È una strage che non può essere concessa.

  Il colombaccio non è per noi cacciatori solo un uccello da predare, è parte della nostra storia, della nostra terra, fa parte di un mondo che appartiene a tutti,  non solo a chi impugna un decreto di sterminio. Spezzare una vita ancora incapace di difendersi significa tradire il nostro ruolo di custodi, di sentinelle della natura.

  Il ruolo del cacciatore è profondamente radicato nella gestione dell’ambiente e della fauna, non nella semplice eliminazione di animali, i nostri vecchi ci hanno insegnato che in assenza di etica, di rispeto  e senso morale che costituisce una regola infallibile per l’uomo e che comanda ciò che si deve fare e non fare, ecco, se non si conoscono questi principi non si può andare a caccia. 

  Abbattere creature nei loro nidi è un atto che offende la coscienza e l’anima di chiunque abbia a cuore la giustizia e la pietà, che nessuno mai si permetta di assegnare al Cacciatore il ruolo del Boia.

La natura non si governa con i Piani di controllo  ma con la saggezza, l’equilibrio e la volontà di trovare soluzioni che rispettino la vita in tutte le sue forme.  Ogni voce che si solleverà per difendere domani il colombaccio è una speranza in più per un futuro in cui l’uomo e la natura possano coesistere senza distruzione.

FERMATE QUESTO SCEMPIO

Palombe.it  –  Vasco Feligetti