ANLC: FERMATE QUESTO SCEMPIO

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Plauso a ANLC,  il pres. Paolo Sparvoli ha ragione, “questo scempio va fermato”. La Direttiva Uccelli 2009/147/CE stabilisce chiaramente che qualsiasi intervento di gestione e controllo delle popolazioni avifaunistiche deve essere basato su dati scientifici, compreso il monitoraggio preventivo delle popolazioni interessate. Questo serve a garantire che le misure adottate siano proporzionate e non mettano a rischio la conservazione della specie.  Se il Piano quinquennale di controllo del colombaccio non prevede un monitoraggio adeguato della popolazione sedentaria prima di fissare contingenti di abbattimento,  significa violare la normativa europea.

In passato, alcuni TAR hanno accolto ricorsi proprio per la mancanza di studi preliminari adeguati.

La giurisprudenza amministrativa ha più volte sottolineato l’importanza di basare i piani di controllo faunistico su dati scientifici accurati. Ad esempio, il TAR Toscana, nella sentenza n. 12 del 9 gennaio 2010, ha evidenziato che le Province, ai fini del controllo delle specie di fauna selvatica, devono esercitare tale controllo selettivamente e, di norma, mediante l’utilizzo di metodi ecologici,.

Le norme europee e nazionali impongono che ogni piano di controllo della fauna selvatica sia fondato su dati scientifici solidi, la Regione E.Romagna ha fatto affidamento solo sugli abbattimenti in stagione venatoria. L’affidarsi esclusivamente agli abbattimenti venatori senza una stima specifica della popolazione sedentaria significa che il piano di controllo ha  tenuto conto dei colombacci  migratori che nel periodo postnuziale sono transitati nella Regione, non rispettando quindi i criteri di proporzionalità e sostenibilità richiesti dalla normativa europea e nazionale.

Il monitoraggio specifico della popolazione residente. è indispensabile per determinare l’impatto degli abbattimenti sulla dinamica della specie. Ad esempio, il TAR Campania ha riconosciuto l’obbligo di sottoporre a VAS il Piano regionale di gestione della popolazione del cinghiale, evidenziando l’importanza di valutare preventivamente gli effetti ambientali di tali piani.

Pertanto, il ricorso presentato dalla (ANLC) potrebbe trovare fondamento in queste carenze procedurali e scientifiche.

Vasco Feligetti